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Beata Klimkiewicz

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Philip Schlesinger
Enrico Menduni

EVENTO INFOCIVICA
E' POSSIBILE COSTRUIRE UNA TELEVISIONE PUBBLICA EUROPEA?
Torino Prix Italia – 24 settembre 2009

 


Beata Klimkiewicz

Professore Associato Istituto di Giornalismo e di comunicazione sociale - Università Jagellonica, Cracovia - Polonia.

ALCUNE OSSERVAZIONI A PROPOSITO DEI MEDIA DI SERVIZIO PUBBLICO: LA PROSPETTIVA DELL'EUROPA CENTRALE E ORIENTALE (ndr, nell'originale della prof.ssa Klimkiewicz CEE è acronimo utilizzato per indicare Central and East-European countires)


I Media di Servizio Pubblico europei attraversano attualmente una delle più profonde trasformazioni da quando sono nati e questo non solo perché tale trasformazione implica la ridefinizione della loro missione nel nuovo ambiente delle comunicazioni. In effetti la pressione della Commissione Europea è sempre più forte in materia di chiarificazione dei propri obblighi e in merito alle relazioni finanziarie con i loro rispettivi governi (*1) ma anche e soprattutto a causa delle nuove scelte politiche ispirate da incentivi di mercato (soppressione della pubblicità in Spagna e in Francia), o per ragioni populiste (abolizione del canone in Ungheria e dibattito politico su tale opzione in Polonia e nella Repubblica Ceca).

Questa nuova galassia - tecnologica, economica e soprattutto politica - come può intaccare la percezione e la natura del meccanismo di regolazione all'interno del quale i Media di Servizio Pubblico hanno funzionato finora? Il processo di decisione politico risponde alle attese democratiche quando si tratta dei Media di Servizio Pubblico? E questi si sviluppano verso un modello europeo convergente, oppure la logica commerciale potrebbe prevalere, ma con il mantenimento del controllo da parte dei partiti politici a detrimento di altre forze rilevanti di una democrazia rappresentativa? Tutti questi interrogativi si sono presentati in un momento in cui nella maggior parte dei paesi europei i Media di Servizio Pubblico si stanno battendo per difendere il loro territorio e la loro identità in un contesto sempre più competitivo e sovrabbondante per la moltiplicazione delle piattaforme e dei servizi.

La Polonia e altri paesi dell'Europa centrale sembrano perfettamente corrispondere a questi requisiti fungendo da laboratorio in tale ambito: da una ventina di anni alcuni Media di Servizio Pubblico sono nati dalla profonda riforma del sistema dei mezzi di comunicazione con conseguente modifica dei dispositivi di regolazione in un contesto d'indebolimento di numerose istanze istituzionali, sia per le modalità di finanziamento (soppressione del canone e del finanziamento da parte delle casse dello Stato), sia spostando l'attribuzione della missione di Servizio Pubblico a favore di operatori privati/commerciali. In altri termini, le diverse fasi di sviluppo dei Media di Servizio Pubblico - nascita, crescita, maturità e declino - sono state caratterizzate da durate nel tempo e livelli di intensità  diversi da quelli che si sono affermati in altri paesi e regioni europei. Certe fasi sono state solo embrionali ("la maturità"), mentre altre - anche se più brevi - sono coincise con la fase di potenziamento degli operatori privati (la fase della "crescita"). D'altra parte, una nuova percezione e concezione dei media (meno come sistema mediatico centralizzato, istituzionalizzato e totalmente omogeneo, che come insieme di servizi e applicazioni in rete) ha creato oggi condizioni di discussione tali da rendere sempre più difficile giustificare l'esistenza di un sistema centralizzato.

I Media di Servizio Pubblico in Polonia e in altri paesi dell'Europa Centrale e Orientale sono il risultato degli sconvolgimenti iniziati nel 1989. Le attese in materia di norme erano legate a due condizioni. La prima chiedeva con forza il completamento del processo di autonomia nei confronti dello Stato e dei partiti politici. La seconda ipotizzava una parziale autonomia nei confronti del mercato attraverso una doppia fonte di finanziamento, in modo da consentire al Servizio Pubblico di Radiodiffusione di ricorrere alle ricette della sponsorizzazione e della pubblicità, ma anche di beneficiare della manna del canone o di altre forme di sovvenzione statiche (per esempio per la produzione di programmi educativi) per ciò che potrebbe servire a risollevare la missione di Servizio pubblico. Questi progetti hanno incontrato molte difficoltà.

In generale, si può accennare ad almeno tre ostacoli. Innanzitutto il "Nuovo Servizio Pubblico" manteneva invariata l'antica organizzazione istituzionale del servizio mediatico di Stato così come era stato concepita, specialmente nel caso della televisione, durante il periodo comunista. In seguito, malgrado fosse prevalsa un'opzione nazionale per un sistema a tre livelli composti dai settori pubblico, privato/commerciale e social/civico, alla fine si è affermata una soluzione nata dalla volontà di riprodurre il modello duale dell'Europa Occidentale. Le opzioni relative ad un sistema a tre livelli che erano comparse all'epoca dei cambiamenti del 1989 si sono rivelate fonti di grandi difficoltà pratiche (*2). Come risultato, non solo un sistema duale è stato “mutuato” dal panorama mediatico dell'Europa Occidentale, ma anche un modello di Servizio Pubblico e delle sue autorità regolatrici è stato improntato ai modelli occidentali. Nello stesso tempo, va sottolineato che processi di portata storica e sociale diversa hanno favorito l'apparizione di varie forme di Media di Servizio Pubblico in Europa Occidentale e che il sedicente "modello occidentale-europeo"  (professionale, o autonomo) è una pura astrazione che integra la realtà di questi processi (*3).

Infine, e siamo al terzo quesito, il punto di partenza della nascita di un Servizio Pubblico istituzionale in Polonia e in altri paesi dell'Europa Centrale e Orientale coincide con l'intensificazione della critica nei confronti del Servizio Pubblico in Europa Occidentale e con la sua crisi. Da una parte un Servizio Pubblico Europeo Occidentale è stato dato come acquisito quale riferimento al fine di permettere a discepoli involontari e ai politici di adattare le loro valutazioni e le loro riflessioni per misurare i benefici (o le nocività) di tale modello modello applicato ai Servizi Pubblici dell'Europa Centro-Orientale. D'altra parte, lo schema di Servizio Pubblico Europeo-Occidentale è stato introdotto prima ancora che una soluzione alternativa oppure una riforma fossero portate a termine con successo nell'Europa Centrale e Orientale. Questo modello Euro-Occidentale, nelle circostanze storiche considerate, è sembrato obsoleto prima ancora di poter essere trasformato in reali applicazioni sociali, politiche, culturali e tecnologiche in seno all'Europa Centrale e Orientale. (*4)

Questi tre livelli di difficoltà e di contraddizione hanno determinato un percorso del tutto specifico all'interno dell'Europa Centrale e Orientale, che ormai richiede strade diverse verso una percezione pratica e teorica arricchita del concetto di Media di Servizio Pubblico, contemporaneamente in termini istituzionali e in termini di servizi proposti nello spazio culturale nazionale e paneuropeo.

Note

* 1 - H.E. Meier , “Beyond Convergence: Understanding Programming Strategies of Public Broadcasters In Competitive Environments.” In European Journal of Communication Vol. 18, No. 3, luglio-settembre 2003, pp. 337-365.

* 2 - B. Ociepka , Dla kogo telewizja? Model publiczny w postkomunistycznej Europie Srodkowej (Who gets the television? The model of PSB in post-communist Central Europe), Wroclaw , Wydawnictwo Uniwersytetu Wroclawskiego, 2003. [ Per chi la televisione? Il modello (radiotelevisivo) pubblico nell'Europa centrale postcomunista]

* 3 - Si vedano Peter Humphreys , Mass Media and Policy in Western Europe , Manchester, Manchester University Press., 1996 ; e, più recentemente, Daniel Hallin, Paolo Mancini , Comparing Media Systems: Three Models of Media and Politics , Cambridge, Cambridge University Press, 2004, 358 p. Daniel Hallin, Paolo Mancini , Comparing Media Systems: Three Models of Media and Politics, Cambridge, Cambridge University Press, 2004, 358 p. Traduzione italiana: Modelli di giornalismo. Mass media e politica nelle democrazie occidentali , Bari, Laterza, 2004, 308 p.

* 4 - Karol Jakubowicz , “Ideas in Our Heads: Introduction of PSB as Part of Media System Change in Central and Eastern Europe”, European Journal of Communication Vol. 19, No. 1, gennaio-marzo 2004, pp. 53-74 [si veda in particolare p. 67].

 

Traduzione di Lino De Seriis  e Gabriella Garsia